Oggetto del messaggio: Pizziata + Life Cycles - mercoledi 23 febbraio
Inviato: 13 febbraio 2011, 18:24
Moderatur
Iscritto il: 16 luglio 2007, 19:00 Messaggi: 3903 Località: Sicily - North Coast
La tua bici: Morewood Shova e il Frontino da Xc
Società: Asd Mtb Emyr
Stiamo organizzando una pizziata + visione del capolavoro Life Cycles in FullHd, film di Mtb costato 2 milioni di dollari Il Locale si trova a Palermo, zona Addaura, appuntamento ore 20,30. Gli interessati diano la propria adesione il prima possibile
Ho avuto modo di vedere il Film, in una parola: spettacolare. Mai visto nulla di simile, non si tratta del solito film in cui predominano Mega Drop, trick impressionanti e musica rock a palla, ma è un vero e proprio documentario sul "Ciclo Vitale (life cycles)" di una Mtb..senza contare la fotografia,la sceneggiatura, gli effetti speciali in digitale.
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" Aspetti positivi Prima vera Docufiction dedicata al mondo della mtb Produzione di taglio cinematografico ai massimi livelli nella storia dei video di mtb
In Life Cycles abbiamo per la prima volta un Docufiction dedicata alla mtb realizzata davvero molto bene. Lo spunto è quello di descrivere la storia della "vita" di una mtb e di tutto quello che attorno ad essa si muove. Il video comincia proprio con la realizzazione di una bici filmata all'interno degli stabilimenti di Devinci. Alcuni spunti sono a dir poco geniali. Fra tutti potremmo citare il segmento dedicato al trailbuilding, dove la deforestazione del pianeta viene contrapposta alla "rinascita" legata alla realizzazione di un percorso per mtb, o quello dedicato all'invecchiamento di una bici, dove le scene d'azione sono contrapposte a delle clip statiche in cui si vede come gli agenti atmosferici ed il semplice utilizzo "invecchino" la biciletta fino ad arivare all'epilogo inevitabile della sua morte. Il tutto naturalmente inserito nell'idea della circolarità della vita dove la morte corrisponde ad una nuova nascita (in pratica comprate una nuova bici quando la vecchia si rompe). Il tema della circolarità della vita domina tutto il video. Emblematiche la frase in cui la voce narrante dice: "...la bici non è altro che un insieme di circoli che ruotano su altri circoli...". Qualche biker ha già giurato di volerla assolutamente come epitaffio. Dal punto di vista poi dell'approccio cinematografico Life Cycles percorre fino in fondo la via intrapresa da The Collective. Ogni inquadratura è una foto spettacolare e se vi piacciono i movimenti di macchina assistiti da crane e dolly questo è il vostro video. Prima ancora che la colonna sonora il montaggio sonoro fatto in postproduzione è di una cura quasi maniacale, niente del genere era mai stato visto in un video di mtb. In particolare in alcune scene vi renderete conto che il sonoro non è lo stesso della scena (ci sono molte scene in slow che hanno come sottofondo un audio a velocità normale). Il tutto arricchito con effetti sonori aggiuntivi quasi in ogni scena. Considerando la cura messa in ogni particolare non è difficile capire perchè la post produzione sia durata più di un anno. Il segmento che descrive la "morte" della bici è l'ultimo ed è stato affidato a delle riprese in notturna. Qui si capisce quanto è costato il video. Thomas Vanderham che gira a Whistler insieme ad una troupe cinematografica attrezzata con decine di luci di ogni tipo da una vaga idea della cosa.
Aspetti negativi L'alto livello di artefazione del video (ci sono pure gli effetti digitali) rischia a moamenti di depotenziare la struttura narrativa approdando al risultato di un film a tratti un po' troppo retorico ed artefatto.
Se siete degli amanti dell'Alex Rankin style, azione e aderenza al reale ad ogni piè sospinto, Life Cycles potrebbe lasciarvi un po' delusi. La voce narrante è a tratti illuminante ma troppo spesso sembra la brutta copia di un Bogart riuscito male. Già nel trailer la narrazione è un poco posticcia e ricorda il trailer di un blockbuster hollywoodiano con Schwarzenegger. "This is not a mtb film. This is a film about mtb, big difference", a questo punto verrebbe da dire "This is not a mtb film. This is not a film about mtb. This is a biking film about mountains. Big Big difference". L'utilizzo di effetti digitali di non altissima qualità utilizzati per "far scorrere" le stagioni a nostro parere appesantisce un po' il tutto. Quando gli effetti sono esagerati si ha la sensazione che il regista ci stia guardando e ci dica strizzandoci l'occhio: "Dai, credici!". Insomma, se non amate le narrazioni un po' retoriche e non vi piacciono i prodotti un po' "leccati" Life Cycles potrebbe non piacervi.
Da segnalare i contenuti speciali con il making of di ogni capitolo. Molto interessante soprattutto quello del prologo nello stabilimento di Devinci.
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