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Drammatico incidente nella terza tappa, il corridore ha perso il controllo battendo violentemente la testa. Inutili i soccorsi
Lutto al Giro d'Italia per la morte del giovane ciclista belga Wouter Weylandt, protagonista di un violentissimo incidente nel corso della terza tappa del tour. Il corridore della Leopard-Trek ha perso il controllo della bici durante un tratto in discesa che stava percorrendo a velocità sostenuta e ha battuto violentemente il volto probabilmente contro l'asfalto, a circa 25 chilometri dall'arrivo. Inutili i soccorsi, arrivati prima in ambulanza e poi con molte difficoltà in elicottero, che hanno tentato per circa 40 minuti di rianimare il 26enne. La caduta è avvenuta in una zona particolarmente impervia e i medici hanno dovuto calarsi dall'elicottero per provare a rianimare il ciclista. L'organizzazione del Giro ha annullato il cerimoniale della tappa prima ancora dell'annuncio del decesso del giovane belga e a fine corsa non c'è stato nessun festeggiamento per i vincitori. "Quando ha visto la sua caduta, ho capito subito che era grave", ha commentato l'ex campione belga Johan Museeuw mentre per il presidente della federazione ciclismo belga, Tom Van Damme, "il ciclismo belga è in profondo lutto". Weylandt, che sarebbe diventato padre a settembre, era professionista dal 2005 e nel suo palmares aveva anche una tappa dell'edizione 2010 del Giro d'Italia e una tappa della Vuelta nel 2008. La procura di Chiavari ha fatto sapere che aprirà un'inchiesta per chiarire la dinamica dell'incidente.
_________________ Scusate, vado di fretta
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